IL TORCHIO


TESTA DEL DUCE


MENDICANTI
 

Il percorso della mostra

Registrando lo spartiacque che abbiamo segnalato nella vicenda dell’artista, il percorso della mostra si divide in due parti. “Gli anni della sperimentazione” ricostruiscono il periodo che va dal 1918 al 1929 circa, il momento del debutto e della prima affermazione, con opere tutte colore smaltato, contorni decisi, limpida oggettività di visione: sono gli anni dell’indimenticabile serie di Mendicanti descritti con impietosa esattezza, dell’inquietante ritratto della vecchia Zia Remondica o di quello conturbante di Ada nel giardino. Le sale riunite sotto il titolo “Gli anni della maturità” sono dedicate al periodo che va dal 1930 al termine della carriera di Dessy, segnato da un dominio saldo e sicuro della forma, da una tavolozza più sobria e severa, e dagli straordinari esiti raggiunti nella xilografia e nella calcografia.

Nella prima fase Dessy appare intento soprattutto ad esplorare se stesso e il proprio universo privato. Risalgono a questo momento molti degli autoritratti che scandiscono puntualmente le tappe del suo itinerario, come pure i ritratti della fidanzata e poi moglie, Ada. I paesaggi rappresentano spesso luoghi cui lo legano vecchie abitudini: campagne di amici, località di villeggiatura, poderi di famiglia. Anche dalle opere di soggetto sardo non traspare, in questi anni, tanto un coinvolgimento emotivo quanto un atteggiamento di curiosità spassionata.

Nella seconda fase, invece, mentre la tematica intimista continua a venir trattata nei dipinti e nelle calcografie, l’arte di Dessy assume una nuova dimensione sociale, pubblica, attraverso la produzione xilografica. È nelle stampe xilografiche, infatti, che l’artista affronta con sentita partecipazione il tema del mondo contadino e pastorale sardo, esaltando con commossa serietà i valori di una società descritta come semplice e sana, religiosa, laboriosa e onesta.

Questa nuova immagine di una Sardegna non pittoresca, esotica, ironica o nostalgica – e stranamente non retorica – incontra il favore della critica: all’attività di xilografo Dessy deve infatti la fama che negli anni Trenta conquista in Italia e all’estero.

Dopo questa intensa stagione, il dopoguerra segna il ripiegamento su una quotidianità vissuta con spirito più cordiale, affettuoso, talvolta malinconico: emergono un certo gusto per l’aneddoto, per la notazione arguta e una discreta vena umoristica che accompagneranno l’artista fino al termine del suo percorso.