STANZA 7
Il SOGGIORNO SICILIANO E L'ULTIMO PERIODO

 
Granchi rossi,
ricci e ostriche

 


Donna di Orani

 


Il giovinetto pensoso
(Ritratto di Marcello)

 


Raccoglitrici in riposo

 


Pastori a  riposo

 


Punta Fumosa,
Ortobene

Nel corso del 1949 e per i seguenti 12 anni, fino all’anno scolastico 1960-61, Mario Delitala assume la direzione dell’Istituto d’Arte di Palermo. Le sue doti di organizzatore e di docente ebbero una chiara dimostrazione nell’apertura, per sua iniziativa, di tre nuove Scuole d’Arte a Messina, Caltagirone, Comiso.

L’artista ha ormai raggiunto una notevole esperienza, ha messo a frutto gli apporti derivatigli dalla frequentazione dei più noti artisti sardi e la conoscenza, sempre più approfondita attraverso le visite e le partecipazioni alle grandi mostre, dei grandi movimenti artistici della penisola. Il suo stile rinnovato, anche tecnicamente, lo rivela perfettamente aggiornato rispetto alle novità che il gruppo di pittori della già ricordata Scuola Romana portava avanti da anni, con un’attenzione particolare a Mario Mafai, a Scipione, ma soprattutto a Fausto Pirandello per l’uso del colore materico dato con vibranti colpi di spatola, la cui intensa attività espositiva alle mostre nazionali aveva raggiunto un momento di sintesi nel 1951 con una mostra antologica tenuta a Roma nel Palazzo Barberini.

Anche le "interpretazioni" dei paesaggi rivelano suggestioni di questa corrente artistica, come si può notare in Villaggio in Sardegna con la trasfigurazione materica di montagne e case che libera la visione dalla sua realtà oggettiva, attraverso una narrazione esasperata dalle accensioni coloristiche ai limiti dell’espressionismo. L’opera fu esposta nel 1957 a Firenze all’VIII Mostra Nazionale Premio del Fiorino d’oro, una manifestazione che nel 1953 e nel 1956 aveva visto vincitore proprio Fausto Pirandello. Ancora nell’alveo della poetica di questo gruppo di artisti si collocano due dipinti: Il sogno dei pastori del 1953, dalle vibrate accensioni cromatiche evidenziate nel contrasto tra il giallo ed il blu, e Il giovinetto pensoso, nel quale prevalgono gli impasti scuri in figurazioni che trascendono "gli obblighi di prospettiva e di forma" per una visione "più vera" del mondo della Sardegna, una visione intimistica che consapevolmente evita i "valori puramente esteriori del suo smagliante folclore".

Nel 1961 Mario Delitala rientra a Sassari. Una grave limitazione della vista condiziona pesantemente la sua attività artistica, deve infatti abbandonare l’incisione e dedicarsi esclusivamente alla pittura ad olio, acquarello, pennarello, inchiostri colorati. Continua a girare per la Barbagia, sempre con vivo affetto per la sua terra, raccogliendo spunti da rielaborare nel silenzio dello studio. Non può vedere realizzato quel sogno che nel 1942 aveva rivelato a Remo Branca, di dedicarsi nell’ultimo periodo della sua vita alla xilografia, ispirandosi alla Via Crucis e alla Divina Commedia.

Degli ultimi trent’anni della sua vita ricordiamo il paesaggio del 1967, Punta Fumosa, Ortobene, nel quale si riappropria del sentimento della natura e dei colori della sua terra, e un Autoritratto del 1966, nel quale, in un’atmosfera quasi fuori del tempo, dove lo spazio è abolito in favore di uno sfondo "cancellato" da tratti materici, emerge la sua figura costruita con lo spessore di larghe pennellate, date a spatola: "È uno strumento che mi dà quasi la sensazione tattile del colore. La giro e rigiro con facilità e gusto", racconta a Mario Ciusa Romagna nel 1963.

Le partecipazioni alle mostre, a lui tanto care, finiscono per diradarsi, anche se egli cerca, soprattutto, di non mancare a quelle sarde che si tengono a Sassari, a Nuoro, a Cagliari. Nel 1981 la Provincia di Sassari gli dedica una mostra antologica, accompagnata da un ricco catalogo. Con orgoglio egli ricorda due partecipazioni in mostre della penisola, quella di Carpi del 1972 alla II Triennale Internazionale della xilografia contemporanea, e quella milanese del 1981, "L’Eroica e la xilografia". Non si possono, poi, non citare la II Rassegna di xilografia degli artisti sardo-piemontesi a Torino nel 1964 e la Mostra itinerante in Europa degli xilografi sardi, organizzata dall’Ente Provinciale del Turismo di Sassari nel 1966. Nello stesso anno dipinge ad Orotelli una Pala del Cristo per la chiesa parrocchiale dedicata a S. Giovanni, ultima importante opera pubblica. Il 28 agosto del 1990 Mario Delitala muore all’età di 103 anni.


Ritorna | Stanza precedente