STANZA 6
LE INCISIONI DEGLI ANNI '30 E '40

 
Ballo di Torpé

 


Il pianto delle tre Marie

 


Gente del 1938 -
Aratori

 


La pigiatura del pomodoro

La concezione del lavoro artistico destinato alla diffusione sociale, gią sperimentata con l’illustrazione, costituisce la base della rinnovata analisi che vede Mario Delitala spostare decisamente il suo interesse verso l’incisione, arte di divulgazione per eccellenza, ch’egli affronta in modo costante e con sentita convinzione, attraverso la quale ottiene risultati e riconoscimenti di portata europea.

Per mezzo di straordinarie capacitą tecniche, che gli consentono anche di esprimersi su grande formato, Mario Delitala trasporta nell’incisione il suo mondo figurativo eroico e drammatico, popolare ed energico, dove i contrasti tra il bianco e il nero, tra la luce improvvisa ed una infinita gamma di neri senza precedenti, lo portano alla realizzazione di opere capitali che segnano da qui in avanti la cultura iconica dell’Isola.

Dalla metą degli anni Venti sino alla fine dei Quaranta, l’artista si dedica assiduamente all’incisione, soprattutto xilografica – solo sporadicamente realizza calcografie e stampe litografiche –, lontana dalla ricerca puramente tecnica, seppure mirabile, di Stanis Dessy o dalle sintetiche sperimentazioni di Giuseppe Biasi. A partire da Ziu brancas de ferru del 1928, dove risulta realisticamente fermata la fisicitą del vecchio "della montagna", sino al Pastore che beve del 1949, rielaborazione di un disegno giovanile, che rivela suggestioni e consonanze vicine ai valori plastici delle sculture di Arturo Martini, in particolare dell’opera La sete.

La tematica della prima guerra mondiale, con la consapevolezza del grande sacrificio umano richiesto alla Sardegna, č alla base dell’acquaforte Eligio Porcu – relativamente alla quale sono esposti in mostra anche gli stati intermedi – e della xilografia Maurizio Zanfarino, dedicate agli eroi della "Brigata Sassari", entrambe vincitrici nel 1935 del concorso nazionale dedicato alla Regina Margherita di Savoia. A suggello del grande impegno, nel 1938, riceve il Premio Biennale a Venezia nella sezione del Bianco Nero.


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