STANZA 5
I DIPINTI DEGLI ANNI '30

 
Ritratto dell'avvocato
Enrico Berlinguer

 


Mio padre

 


Autoritratto

 


Vecchio che si disseta

 


Ritratto di donna

Mario Delitala, attento e interessato alla descrizione realistica e mai idealizzata dei tipi fisici, durante il soggiorno sassarese realizza una serie di ritratti borghesi e di ritratti di famiglia, alcuni non lontani dal gusto che caratterizzava un genere molto in auge in quegli anni tra gli artisti che gravitavano attorno alla "Scuola romana" e a "Valori plastici".

Spiccano l’Autoritratto, nel quale Mario Delitala, con una pennellata sintetica, fa emergere, da uno sfondo di materia vibrante, la sua figura davanti al cavalletto, con in mano la ricca tavolozza. Più alleggerito e morbido è il tessuto pittorico, quasi monocromatico, del Ritratto di Iole Berlinguer del 1925, nel quale l’artista dipinge la cognata con una pittura stemperata da una forte luminosità, ancora memore di quella veneziana, che raggiunge altissimi esiti nella trasparenza della carnagione eburnea.

Di qualche anno più tardi, del 1930, è il Ritratto dell’avvocato Enrico Berlinguer, dedicato al padre di Iole, la cui figura austera a mezzo busto si staglia, da una finestra dell’Università, con realistica potenza contro un luminoso sfondo cittadino. Del 1929 è il grande dipinto Mio padre, nel quale la figura dell’anziano medico è ritratta, con una solida pittura realistica, nel fiero portamento signorile di notabile, con cappello, guanti e bastone, mentre emerge prepotentemente sullo sfondo di Orani, secondo uno schema iconografico caro anche a Carmelo Floris e a Stanis Dessy.


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