STANZA 4
IL PERIODO SASSARESE

 
Ritratto del Duce
Benito Mussolini

 


Ritratto del Re
Vittorio Emanuele III

 


Eracle ferisce
il centauro Chirone

 


La cacciata
dei giganti dall'Olimpo

 


Santa Vittoria

Già nel 1924, con la decorazione dell’Aula Consiliare del Comune di Nuoro, Mario Delitala mostra di essere consapevole circa il modo di inserire il ciclo di tele, ponendolo in un sistema di arredi frutto di collaborazione dell’artista, progettista e art director, con l’artigiano.

Nei cicli decorativi di carattere pubblico Mario Delitala diviene coordinatore di un’équipe di artigiani in grado di fornire un prodotto articolato e completo, atto a soddisfare le richieste della committenza. In queste "opere totali" i dipinti sono infatti inseriti in un complesso sistema rappresentativo, per il quale l’autore fa chiudere passaggi, disegna e fa realizzare arredi lignei e parti rilevate in stucco, aggetti in marmo o in muratura dipinta, stabilisce i modi e la qualità dell’illuminazione artificiale e di quella naturale, sceglie tessuti d’arredo, fornisce disegni per gli infissi e le pavimentazioni. Le parti realizzate sulla tela risultano essere quindi dei poli visivi che trovano senso solo se relazionati ad "un tutto" spaziale.

All’impegno nuorese sono seguiti incalzanti gli incarichi per la decorazione dell’Università di Sassari, 1928-33, dov’egli estende il progetto non solo all’Aula Magna, come inizialmente richiesto, ma disegna per tutti gli ambienti (segreterie, economato, biblioteca, stanza del Rettore) le pavimentazioni, i soffitti, i decori e i fregi sulle pareti, scegliendo persino i portalampada; l’intero Duomo di Lanusei (navata centrale, cappelle laterali, presbiterio e abside), 1926-27; la Cattedrale di Alghero, per la quale appronta nel 1928 un progetto decorativo di tutto l’interno; la Santa Vittoria (presente in mostra) per l’omonimo altare della chiesa di San Pietro in Silki, del 1929; la cappella della Sacra Famiglia per l’arcivescovado di Sassari, 1931; l’Aula Magna del Liceo Classico Azuni di Sassari, 1933; la Cappella del Crocefisso nella chiesa sassarese di Santa Caterina, 1933-34; l’altare maggiore della chiesa di San Michele di Sarule e di Sant’Andrea di Orani. Nacquero negli anni ’50, in Sicilia, ancora altri numerosi e vasti ambienti pubblici decorati mediante pittura, vetrata artistica o mosaico.


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