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![]() STANZA 3 |
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Nel 1923 lAmministrazione Comunale di Nuoro decide di procedere alla decorazione e allarredamento della Sala del Consiglio e della Sala Giunta, con la procedura del contratto a licitazione privata, specificando che tutto lambiente doveva essere in "stile sardo". Nel gennaio del 1924 viene prescelto dalla giuria il progetto di Mario Delitala che prevedeva quattro "pannelli" sulle porte antistanti il corridoio dingresso e una decorazione a tempera del soffitto e delle pareti, eseguita da Filippo Carossino su suo disegno. Lartista si accinge subito allopera e a metà giugno terminò le lunette con Lamore, La famiglia, La patria, La fede, datate dallartista 1926 al completamento della decorazione della Sala. In precedenza, lAmministrazione Comunale aveva deciso di commissionare per la stessa Sala un grande quadro ad olio che si ispirasse a tradizioni artistiche isolane o, in genere, ad avvenimenti riguardanti lIsola. Sono invitati a partecipare Antonio Ballero, Giovanni Antonio Pirari Varriani, il figlio Antonio Pirari e Mario Delitala, il cui bozzetto è preferito agli altri. La scelta dellargomento è a lungo motivata dallartista nella relazione di presentazione del progetto: essa è caduta su un episodio del 6 gennaio 1772 quando il Consiglio Comunale di Nuoro e la popolazione tutta, vessati dalle imposizioni sempre più esose del feudatario, il Marchese di Orani che risiedeva in Spagna, cacciò lodiato esattore delle tasse (le arrende) inibendo a lui e al Marchese il rientro nel paese, pena la morte. Nasceva così La cacciata dellarrendadore. Lartista si documenta sullarchivio delle riunioni del Consiglio rilevando che lavvenimento scelto riportava "ad una data memoranda per la storia e la vita di Nuoro". Lopera, dalle grandi dimensioni rapportate allo spazio della parete, viene eseguita fra lottobre del 1924 e il gennaio del 1926. |
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