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![]() STANZA 2 |
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A Venezia Mario Delitala frequenta la Scuola Libera dincisione, sotto la direzione di Emanuele Brugnoli. Realizza alcune acqueforti che mostrano consonanze tecniche con quelle del maestro: in mostra è esposta Venditore di vasi, significativa anche per la ricchezza del segno grafico su grande lastra. Il suo interesse si concentra soprattutto sulla xilografia, lincisione su legno, rifiorita ai primi del Novecento in ambito internazionale, particolarmente cara agli artisti perché radicata nella tradizione popolare. Le sue curiosità lo spingono, primo fra gli artisti sardi, ad utilizzare un nuovo materiale come il linoleum, ottenendo con una matrice più duttile di una in legno effetti simili a quelli pittorici. Egli ricorda le opere del periodo veneziano inviate ad alcune mostre sullincisione, a Roma e a Venezia: "Quello che mi attirava era soprattutto la xilografia: La famiglia del contadino, Suonatore di launeddas, Ballo di contadini sardi, Il pastore sulla collina, Lubriaco che canta". Appartengono al momento iniziale Carro e nuvole del 1921, nella quale la morbida tessitura rimanda allopera xilografica di Tiziano; in Poeti improvvisatori e Il pastore nella tormenta, entrambe del 1923, si accentuano i passaggi netti dal bianco al nero, sottolineati da un tratto vigoroso, fortemente espressionistico. Sono per la prima volta esposte in mostra Suonatore di launeddas e Ballo di contadini sardi, questultima sinora considerata dispersa. Il soggetto della xilografia Verso la fonte viene rielaborato in un disegno a colori del 1928, successivamente pubblicato da Cesare Ratta nel volume Artisti Moderni Italiani. |
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